Indicazioni per l’utilizzo del vaccino contro la dengue
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  • blog 09/04/2024
  • blog Aggiornata il: 24/10/2024
  • blog Pubblicata da SIMVIM

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Aspetti generali

La febbre dengue è una malattia tropicale causata dal virus dengue e trasmessa dalle zanzare. Spesso è asintomatica o paucisintomatica, ma in una piccola percentuale di casi evolve in forme gravi (febbre emorragica dengue o sindrome da shock dengue) che possono risultare fatali.

Il virus della dengue ha quattro sierotipi confermati; l’infezione con uno di essi solitamente conferisce un’immunità specifica di lunga durata, ma solo un’immunità a breve termine verso gli altri sierotipi e una successiva infezione da parte di uno di questi ultimi può portare con maggiore frequenza a gravi complicanze.

La dengue è diffusa dalle femmine di diverse specie di zanzare del genere Aedes, principalmente Aedes aegypti. Già endemica in più di cento paesi, la dengue si sta diffondendo in particolare verso nord dalle regioni tropicali e subtropicali a quelle temperate.

Impatto dell’infezione da Dengue Virus

L’incidenza globale della dengue è notevolmente aumentata negli ultimi due decenni: dal 2000 al 2019, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha documentato un aumento di dieci volte dei casi segnalati in tutto il mondo, passando da 500.000 a 5,2 milioni. L’anno 2019 è stato caratterizzato dal massimo picco raggiunto, con casi segnalati in 129 Paesi; dopo un leggero calo dei casi tra il 2020-2022 a causa del minore spostamento delle persone legato alla pandemia di COVID-19 e probabilmente ad un tasso di segnalazione più basso, nel 2023 si è osservato nuovamente un aumento a livello globale, con molteplici epidemie, anche in regioni precedentemente poco colpite o proprio non colpite dalla dengue.

Dall’inizio del 2023, la trasmissione in corso, combinata con un picco inaspettato di casi di dengue, ha portato al picco di oltre cinque milioni di casi e più di 5000 decessi correlati alla dengue segnalati in oltre 80 paesi/territori e in cinque regioni dell’OMS: Africa, Americhe, Sud-Est asiatico, Pacifico occidentale e Regione del Mediterraneo orientale. Quasi l’80% di questi casi, ovvero 4,1 milioni, sono stati segnalati nella regione delle Americhe.

Alla Epi-week 48, il Brasile ha segnalato il maggior numero di casi sospetti nella regione (n = 2.909.404; 1.359 casi per 100.000 abitanti), seguito dal Perù (n = 271.279; 813 casi per 100.000 abitanti) e Messico (n = 235.616; 179 casi per 100.000 abitanti).  I casi di dengue sono aumentati nelle Americhe negli ultimi quattro decenni, da 1,5 milioni di casi nel periodo 1980-1989 a 17,5 milioni nel 2010-2019. Prima del 2023, il numero di casi di dengue più elevato si è verificato nel 2019, con oltre 3,18 milioni di casi, 28.208 casi gravi e 1.823 decessi (CFR 0,06). Il trend risulta quindi in continua crescita.

La capacità complessiva di rispondere a molteplici epidemie simultanee continua a essere difficoltosa a causa della mancanza globale di risorse, inclusa la carenza di kit diagnostici di buona qualità per la dengue per la diagnosi precoce, la mancanza di personale sanitario e per il controllo dei vettori e la mancanza di risorse per supportare gli interventi di coinvolgimento della comunità. La prevenzione e il controllo della dengue continuano a essere variabili a causa dei cambiamenti nei sierotipi circolanti predominanti e della co-circolazione di più sierotipi di dengue nelle diverse regioni, dei finanziamenti limitati, delle priorità sanitarie concorrenti e delle diverse percezioni sull’efficacia degli interventi e delle misure di controllo.

Norme di profilassi generale e nuove opzioni preventive per il viaggiatore

Nel corso del 2023, la dengue ha avuto un’importante diffusione e un grande impatto sulla salute delle popolazioni delle regioni tropicali e subtropicali1-2, e verosimilmente continuerà a rappresentare un grande problema di sanità pubblica nei prossimi anni, probabilmente interessando sempre di più anche paesi a clima temperato, tra i quali l’Italia.  Ad oggi le principali misure di protezione per il viaggiatore che si reca in zone endemiche sono le seguenti.

Consapevolezza del rischio
Fondamentale informare il viaggiatore al fine di renderlo consapevole della probabilità di contrarre la patologia in relazione alla meta e alla tipologia del viaggio.

Misure di protezione personale
Le misure di protezione personale includono repellenti cutanei per le aree del corpo esposte e repellenti per indumenti e borse/zaini. Importante l’uso di abbigliamento a maniche lunghe. Inoltre, la protezione all’interno di aree chiuse (stanze di hotel, appartamenti etc…) può includere l’uso di prodotti aerosol insetticidi domestici o di zanzariere durante il giorno. Le zanzariere trattate con insetticidi offrono un’ulteriore protezione dalle punture di zanzara mentre dormono. Poiché le zanzare Aedes sono più attive all’alba e al tramonto, si consiglia di adottare misure di protezione personale soprattutto in queste ore del giorno.

Vaccinoprofilassi
Il recente sviluppo di un vaccino (a virus vivo attenuato, tetravalente) rappresenta un nuovo strumento per contrastare questa patologia, anche se le raccomandazioni per il suo utilizzo non sono uniformi nei diversi paesi3-8. A seguito di una revisione della recente letteratura9-14, la Società italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni (SIMVIM) ha quindi formulato una lista di indicazioni per agevolare l’operatore sanitario nell’utilizzo di questo vaccino durante la sua attività di consulenza.

  • La dengue non è ad oggi una malattia endemica in Italia: la vaccinazione non è da considerare per la popolazione generale.
  • Il vaccino è somministrabile in tutti i soggetti di età ≥ 4 anni, sieropositivi e sieronegativi per dengue, senza bisogno di effettuare in precedenza alcun test sierologico.
  • Il vaccino non è raccomandato routinariamente a tutti i viaggiatori. Ciò che, invece, deve essere sempre raccomandato sono le misure comportamentali di protezione personale (indossare abiti coprenti, preferibilmente chiari; utilizzare correttamente le zanzariere; spruzzare secondo opportunità adeguati repellenti sulla cute ed insetticidi sugli abiti ed in ambiente).
  • Il vaccino può essere raccomandato per viaggi in aree endemiche o con epidemie in atto, soprattutto se il viaggio sia lungo o se si tratti di viaggi ripetuti (come, ad esempio, quelli di lavoratori trasfertisti)
  • Il vaccino ha maggiore efficacia quando somministrato a soggetti già sieropositivi per dengue (coloro che sono a maggior rischio di malattia grave in caso di seconda infezione), quindi se ve ne sia l’indicazione per questa categoria di viaggiatori la raccomandazione è piena.
  • Il vaccino può comunque essere preso in considerazione per tutti i viaggiatori diretti in aree endemiche o con epidemia in atto, indipendentemente dallo status sierologico (informando adeguatamente il viaggiatore che l’efficacia è inferiore nel sieronegativo rispetto al sieropositivo).
  • Se non fosse possibile completare il ciclo vaccinale di due dosi prima della partenza, è comunque raccomandabile la somministrazione almeno della prima dose, ricordando al viaggiatore che per l’inizio della protezione sono necessarie due settimane.
  • Vi sono riserve teoriche all’uso del vaccino in soggetti sieronegativi di base dovute alla possibilità dello sviluppo di una forma di dengue grave a seguito dell’infezione di un soggetto vaccinato ad opera del virus dengue di sierotipo 3 o 4 (come conseguenza della scarsa immunogenicità del vaccino verso tali sierotipi). Tuttavia, ad oggi, non esistono segnalazioni in letteratura di tali eventi avversi (a fronte di svariate centinaia di migliaia di dosi già somministrate in Paesi sia endemici sia non endemici) e, pertanto, in attesa di dati più solidi, questo aspetto rimane temporaneamente una cautela, non una vera controindicazione. Quindi, ogni singolo operatore sanitario dovrà prendere la decisione finale, di concerto con il viaggiatore, sulla base del rischio complessivo (tipo di viaggio, tipologia di viaggiatore, anamnesi patologica – es obesi, ipertesi con danno d’organo, diabetici in cattivo compenso, ecc.).
  • La seconda dose non eseguita prima della partenza va effettuata non prima di tre mesi e auspicabilmente entro 12 mesi dalla prima.
  • Per le controindicazioni si faccia riferimento a quanto usualmente indicato per tutti i vaccini vivi attenuati.

Riferimenti e Fonti

  1. Dengue update, https://www.who.int/emergencies/disease-outbreak-news/item/2023DON498
  2. 12-month dengue virus disease case notification rate per 100,000 population, March 2023February 2024. https://www.ecdc.europa.eu/en/publications-data/12-month-dengue-virusdisease-case-notification-rate-100-000-population-march
  3. Comitato Spagnolo di Valutazione dei Vaccini, https://vacunasaep.org/familias/vacunas-una-auna/vacuna-dengue
  4. STIKO, Commissione Tedesca di Valutazione dei Vaccini, https://www.rki.de/DE/Content/Kommissionen/STIKO/Empfehlungen/PM_2023-30-11.html
  5. Ministero della Salute del Belgio, https://www.health.belgium.be/en/report-9739-vaccinationagainst-dengue
  6. National Travel Health Network and Centre (NaTHNaC), https://travelhealthpro.org.uk/news/763/qdenga-dengue-vaccine-guidance
  7. Healthy Travel, Comitato Svizzero di Esperti in Medicina di Viaggio (ECTM), https://www.healthytravel.ch/page/?id=3D10BE14-F6EF-44FF-987C-42605D8087AB&lang=it&a=129652
  8. Vaccinatiepoli, Università di Leiden (LUMC), https://www.vaccinatiepolilumc.nl/infecties/dengueknokkelkoorts/
  9. Rivera L et al. Three-year Efficacy and Safety of Takeda’s Dengue Vaccine Candidate(TAK-003). Clin Infect Dis. 2022 Aug 24;75(1):107-117. doi: 10.1093/cid/ciab864. PMID: 34606595; PMCID: PMC9402653.
  10. Biswal S et al. Efficacy of a tetravalent dengue vaccine in healthy children aged 4-16 years: a randomised, placebo-controlled, phase 3 trial. Lancet. 2020 May 2;395(10234):14231433. doi: 10.1016/S0140-6736(20)30414-1. Epub 2020 Mar 17. Erratum in: Lancet. 2020 Apr 4;395(10230):1114. PMID: 32197105.
  11. Biswal S et al. Efficacy of a tetravalent dengue vaccine in healthy children aged 4-16 years: a randomised, placebo-controlled, phase 3 trial. Lancet. 2020 May 2;395(10234):14231433. doi: 10.1016/S0140-6736(20)30414-1. Epub 2020 Mar 17. Erratum in: Lancet. 2020 Apr 4;395(10230):1114. PMID: 32197105.
  12. López-Medina E et al. Efficacy of a Dengue Vaccine Candidate (TAK-003) in Healthy Children and Adolescents 2 Years after Vaccination. J Infect Dis. 2022 May 4;225(9):15211532. doi: 10.1093/infdis/jiaa761. PMID: 33319249; PMCID: PMC9071282.
  13. Wilder-Smith A. TAK-003 dengue vaccine as a new tool to mitigate dengue in countrieswith a high disease burden. Lancet Glob Health. 2024 Feb;12(2):e179-e180. doi: 1016/S2214-109X(23)00590-9. PMID: 38245106.
  14. WHO position paper on dengue vaccines – 3 MAY 2024, 99th YEAR / No 18, 2024, 99, 203–224 http://www.who.int/wer

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