06/02/2026
Nel 2024, SIMVIM ha collaborato con la Società Italiana di Igiene (SItI) e la Società Italiana di Medicina di Montagna (SIMeM) alla stesura di un Decalogo per andare in montagna in sicurezza (7). Il Decalogo rappresenta uno strumento prezioso per orientarsi, ma nel contesto attuale va letto come una base di partenza da aggiornare costantemente, alla luce di mutamenti sempre più rapidi e complessi.
Più che affidarsi a regole fisse, è importante maturare la consapevolezza che ogni tipo di conoscenza è parziale e transitoria. I cambiamenti in corso sono estremamente rapidi e complessi, e rendono difficile formulare previsioni attendibili. Anche chi già conosce e vive l’ambiente montano da molto tempo, non può più considerarsi del tutto “esperto”. L’approccio migliore è quindi quello di accostarsi alla montagna con cautela, umiltà e voglia di imparare a conoscerne i nuovi volti.
I nuovi rischi ad alta quota
L’ambiente montano è oggi attraversato da trasformazioni profonde, che generano rischi di varia natura e su più livelli. Di seguito ne esaminiamo i principali, ribadendo l’elevato grado di incertezza che caratterizza ogni previsione futura, anche dovuto all’eterogeneità delle manifestazioni che dipendono anche da fattori prettamente locali. I seguenti punti sono più che altri spunti – assolutamente non esaustivi – su alcuni temi ancora tutti da approfondire nei prossimi anni.
Rischi geo-idrologici
Il ritiro dei ghiacciai e lo scioglimento del permafrost stanno destabilizzando versanti e infrastrutture, aumentando la probabilità di frane, valanghe, caduta massi ed esondazioni glaciali. Eventi meteorologici sempre più intensi e frequenti aggravano ulteriormente la situazione (8,9).
Uno studio recente studio suggerisce che l’acqua di fusione glaciale, infiltrandosi nel sottosuolo, potrebbe perfino aumentare il rischio di terremoti in alcune aree montane (10). Eventi come il crollo del ghiacciaio della Marmolada avvenuto nel 2022 o la frana che ha travolto il villaggio di Blatten in Svizzera nel 2025 dimostrano come questi fenomeni possano coinvolgere residenti, turisti, escursionisti e alpinisti (11,12).
Limitazioni logistiche
Eventi climatici estremi, insieme ai cambiamenti geo-idrologici descritti sopra, stanno compromettendo l’accessibilità e la stabilità di sentieri e rifugi. Le vie di arrampicata cambiano: diventano più esposte, meno sicure. Anche la stabilità di bivacchi e rifugi è a rischio. Per questo il Club Alpino Italiano (CAI) ha avviato un progetto per valutare la stabilità geo-idrologica di 18 rifugi e 40 bivacchi sopra i 2.800 metri (13). Inoltre, le infrastrutture montane — già di per sé fragili — sono vulnerabili a danni e interruzioni. Questo può compromettere trasporti, comunicazioni e accesso ai servizi essenziali, con ricadute dirette sulla sicurezza e sulla vita delle comunità locali.
Eventi meteorologici estremi
Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO), gli eventi meteorologici estremi sono in aumento in tutto il mondo e le aree montane sono tra le più esposte (14).
Ondate di calore, inondazioni, siccità, vento, neve, temporali stanno diventando sempre più frequenti e più intensi. Le ondate di calore in alta quota aumentano il rischio di colpi di calore e disidratazione. Le alte temperature, unite a precipitazioni irregolari, favoriscono anche incendi boschivi. L’aumento di temperature determina anche un aumento della probabilità di fulmini. Per ogni grado in più, si stima un aumento del 7–12% nella frequenza di fulmini (15). In montagna, queste condizioni rappresentano un pericolo crescente per escursionisti e residenti.
Malattie da vettori
Zecche e zanzare stanno risalendo in altitudine, spingendosi oltre i 2.000 metri, dove in passato erano assenti. Le malattie da zecche, come la malattia di Lyme e l’encefalite da zecche, sono ormai una minaccia anche in alta quota.
Fattori come riscaldamento globale, perdita di biodiversità, turismo e urbanizzazione stanno favorendo l’espansione geografica e altitudinale dei vettori. Ne è esempio l’epidemia di encefalite giapponese in Nepal nel 2024, che ha interessato anche la valle di Kathmandu, un’area finora considerata protetta dall’altitudine (16-19).
Impatto sugli ecosistemi e i grandi mammiferi
La fauna selvatica alpina risente degli effetti del riscaldamento globale e della crescente pressione antropica, che frammenta e riduzione gli habitat. Le risposte comportamentali di molte specie – variazioni nel letargo, nella dieta,nei movimenti di migrazione – possono aumentare l’interazione con l’essere umano, con inasprimento dei conflitti tra fauna selvatica e popolazione. L’orso bruno è un esempio emblematico (20).
Pressione turistica e overtourism
L’aumento dei flussi turistici non regolamentati può aggravare l’impatto ambientale e sanitario sulla montagna. Il sovraffollamento turistico (overtourism) si verifica quando l’eccesso di visitatori:
- compromette la conservazione del territorio;
- degrada l’esperienza del visitatore;
- provoca tensioni con le popolazioni locali.
In montagna, tutto ciò può ridurre la sicurezza e l’accessibilità dei luoghi, compromettere la resilienza degli ecosistemi naturali e accelerare il degrado ambientale (21- 23).
Per affrontare questa nuova realtà, è necessario promuovere una prevenzione non solo informativa, ma anche formativa: corsi di escursionismo, scuole di montagna, attvità sul campo.
Secondo i dati del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), nel 2023 sono stati effettuati 12.349 interventi. Le principali cause di intervento risultano essere cadute (45,9%), incapacità durante l’attività (25,5%) e malori (12,1%). Spesso si tratta di eventi legati a sottovalutazione dei rischi, impreparazione o condizioni meteorologiche avverse (24).
Questi dati dimostrano quanto la montagna sia sempre più frequentata, ma anche quanto sia urgente aggiornare la percezione del rischio e promuovere una formazione adeguata e continua.
Oltre alla produzione di documenti, è dunque utile favorire esperienze formative dirette sul campo. Il CAI, ad esempio, propone corsi per acquisire consapevolezza e sicurezza nella frequentazione dell’ambiente alpino.
Frequentare la montagna oggi significa anche assumersi una responsabilità. È un’esperienza di benessere, ma anche un’occasione per maturare una nuova consapevolezza ambientale.
La salute dell’escursionista e quella della montagna sono sempre più interdipendenti. In questo senso, approcciare la montagna in modo più consapevole può diventare uno strumento per rafforzare la comprensione del legame che esiste tra ambiente e salute, in un’ottica di planetary health che oggi è più urgente che mai (25).
Riferimenti e Fonti
- Beery T, Olsson MR, Vitestam M. Covid-19 and outdoor recreation management: Increased participation, connection to nature, and a look to climate adaptation. J Outdoor Recreat Tour. 2021 Dec;36:100457. doi: 10.1016/j.jort.2021.100457. Epub 2021 Nov 4. PMID: 38620956; PMCID: PMC8577850.
- Humagain, P., & Singleton, P. A. (2021), Exploring tourists’ motivations, constraints, and negotiations regarding outdoor recreation trips during Covid-19 through a focus group study, Journal of Outdoor Recreation and Tourism, 36, 100447.
- Stefania Cerutti , Paola Menzardi , Elisa Bacchetta. Sustainable Health And Wellness Tourism In The Alps: A Dialogue Between Nature And Psychology. Geoprogress Journal. 2023 https://www.geoprogress-edition.eu/sustainable-health-and-wellness-tourism-in-the-alps-a-dialogue-between-nature-and-psychology/
- IPCC Climate Change (2022). Impacts, Adaptation and Vulnerability. Contribution of Working Group II to the Sixth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change, Cambridge: Cambridge University Press.
- Ignacio Palomo “Climate Change Impacts on Ecosystem Services in High Mountain Areas: A Literature Review,” Mountain Research and Development, 37(2), 179-187, (1 May 2017)
- Wulff A. At the frontier of climate change: Red alert from the European Alps, the Arctic and coral reefs : This article belongs to Ambio’s 50th Anniversary Collection. Theme: Climate change impacts. Ambio. 2021 Jun;50(6):1123-1129. doi: 10.1007/s13280-021-01514-0. PMID: 33650068; PMCID: PMC8068753.
- Società Italiana di Medicina di Montagna (SIMeM), Società Italiana di Igiene (SItI), SIMVIM. Decalogo per andare in montagna in sicurezza. 2024.
- Palomo I. Climate change impacts on ecosystem services in high mountain areas: A literature review. Mt Res Dev. 2017;37(2):179–87.
- Hoffmann C, et al. Climate change and human health in Alpine environments: an interdisciplinary impact chain approach. Int J Environ Res Public Health. 2021;18(11):5881.
- Voosen P. Glacial melt due to global warming is triggering earthquakes. Science. 2025 Jul 3;389(6755):15-16. doi: 10.1126/science.aea2480. Epub 2025 Jul 3. PMID: 40608944.
- Aldino Bondesan, Roberto G. Francese, The climate-driven disaster of the Marmolada Glacier (Italy), Geomorphology, Volume 431, 2023, 108687, ISSN 0169-555X, https://doi.org/10.1016/j.geomorph.2023.108687.
- The Guardian. Swiss village almost entirely destroyed after collapse of glacier buries it in mud. https://www.theguardian.com/world/2025/may/28/swiss-glacier-collapse-village-switzerland-blatten
- Il Dolomiti. Quanto sono stabili i bivacchi e i rifugi italiani oltre i 2.800 metri? Al via un progetto targato CAI e CNR. 2024 Apr. Available from: https://www.ildolomiti.it/altra-montagna/ambiente/2024/quanto-sono-stabili-i-bivacchi-e-i-rifugi-italiani-oltre-i-2800-metri-di-quota-al-via-un-progetto-targato-cai-e-cnr
- World Meteorological Organization (WMO). State of the Global Climate 2024. Geneva: WMO; 2024.
- Mehta S. Lightning strikes the health of low income workers in India; BMJ 2024;386:q1718; http://dx.doi.org/10.1136/bmj.q1718
- Dhimal M, et al. Climate change and spatiotemporal distributions of vector-borne diseases in Nepal: A systematic synthesis of literature. Environ Res. 2024;240:117719.
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